LA PITTURA TRIDIMENSIONALE

e una piccola digressione sullo STUPORE

12 febbraio 2016 da nella categoria attività per bambini, spazi, giochi e attività Tags , , , con 2 e 0

Potete proseguire nella lettura di questo post solo se riuscite a pensare che si possa fare qualcosa  di molto, molto sporco ma estremamente divertente!
Poi non dite che non vi avevo avvertito!

La puffy paint oramai è un classico di casa mia che viene ripetuto tutte le volte che qualche nuovo amichetto approda su questi lidi. Me lo chiedono tutte le volte e ora ho capito che il motivo è solo uno…

LO STUPOR!

Hanno capito che questa specie di magia, che fa gonfiare la pittura, genera lo stupore nei loro amichetti, così come l’ha generata in loro le prime volte. Sanno che questo sentimento è semplicemente uno dei più meravigliosi che si possa leggere sul volto dell’essere umano.

Una parola che suona così male per indicare un concetto così importante: lo stupore è l’essenza della vita di un bambino, ed, oggi oramai è assodato, è il motore della conoscenza. E’ grazie allo stupore, alle incongruenze che incontra, alle domande che si pone, che crea delle teorie e delle interpretazioni che lo portano alla conoscenza del mondo.
Ogni volta che la sua faccia si stupisce e a noi si stringe il cuore, è in quel momento che la ragione viaggia verso lidi ignoti e sconfinati.

Fate una prova: la prossima volta che il vostro bambino sperimenterà la meraviglia per un nuovo incontro, non gli fornite una spiegazione del fatto, come probabilmente vi chiederà, ma fate il contrario, chiedete a lui cosa ne pensa. Sarà strepitoso ascoltare le sue vie del ragionamento che si costruiscono lungo strade mai percorse prima e vi assicuro che all’inizio riderete come matti, ma la sera vi commuoverete ripensandoci.

“Quello che è unico della conoscenza umana è la sua dedizione al possibile. Quando apprendiamo, l’atto di apprendere ci porta oltre ciò che abbiamo incontrato e apre al regno del possibile. Il processo umano di apprendimento non è, infatti, semplice acquisizione di conoscenza, è una spinta ad andare oltre le informazioni date. Non c’è altra specie animale sul pianeta così dedita al possibile”

                                                            (Jerome Bruner)

Mi sono lasciata prendere la mano ma torno subito seria! Ecco a voi la unica, fantastica inimitabile…

PUFFY PAINT

La pittura tridimensionale

Ingredienti

Un bicchiere di farina (normale o autolievitante)

Un bicchiere di sale fino

Acqua q.b

Coloranti alimentari

Lievito per dolci  (no se usate farina autolievitante)

Attrezzatura necessaria

Ciotola

Cucchiaio o frusta o minipimer

Ciotoline

Sac a poche usa e getta oppure siringhe o cucchiai

Forno microonde

Fogli bianchi o colorati

Procedimento

Mescolare in una ciotola la farina, il lievito (no se usate farina autolievitante) e il sale. Potete regolare la quantità in base a quanti colori volete realizzare: l’importante è che manteniate la stessa proporzione tra gli ingredienti.

Aggiungere l’acqua un po’ per volta , mescolando, fino a raggiungere la consistenza di una pastella non troppo dura ma neanche liquida. Se preferite potete anche usare il minipimer, ma si perde tutta la parte divertente del farli mescolare!

Dividere l’impasto così ottenuto in tante ciotoline  e aggiungere in ognuna il colore che si vuole realizzare.

In questo momento è bello fare un gioco con i bambini: non devono guardare mentre aggiungete le gocce di colore, poi possono scegliere una ciotolina e scoprire, mescolando, che cosa esce fuori. Potete anche giocare facendo scegliere loro le gocce da mescolare per scoprire come si formano i colori a partire da quelli primari.

A questo punto si prendono i fogli e si colora con la pastella fatta. Si possono usare delle sac a poche usa e getta, ma anche più semplicemente dei cucchiaini o delle siringhe grandi (in quelle piccole la pastella fa difficoltà a scorrere).

Le mie bambine inizialmente hanno fatto tanti disegni precisi (fiori, arcobaleni…) poi si sono scatenate con la pittura astratta che neanche Pollock avrebbe mai osato! Eh si…si sono aiutate anche con le mani, ma io ve l’avevo detto che questa era un’attività a grosso rischio sporco!!!

Finito il foglio, lo si deve mettere sul piatto girevole del forno microonde e lasciarlo “cuocere” dai trenta secondi al minuto. Il tempo di cottura dipende dal vostro forno e da quanto impasto hanno messo sul foglio…a me è servito quasi sempre un minuto…e non dico altro!!!

In forno il lievito farà gonfiare la pittura che assumerà così tridimensionalità. Questo è il momento più bello, che ripagherà la fatica fatta…lo stupore delle loro facce sarà semplicemente meraviglioso!

Buon lavoro!

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