La scuola partecipata

Ovvero come generare l'entusiasmo dell'apprendimento

7 giugno 2017 da nella categoria la scuola con 0 e 1

La scuola è finita!!!!

Finalmente niente più sveglie mattutine al suono di “E’ un ingiustizia!” oppure “Ho sonno, io non mi alzo”.

Ho due figlie molto dormiglione e chiedere loro di svegliarsi al mattino ad una certa ora prestabilita è come chiedere a me di fare la maratona di Roma…vorrei ma non posso! La cosa che proprio non riesco a capire dei bambini è come possano continuare a dormire mentre qualcuno li chiama, li tocca, li scrolla, li prende in braccio e senza fare finta! Dormono per davvero!

Ma passiamo oltre, perché questo non è un post sul sonno, ma sulla scuola. L’incipit era per dire che, se normalmente al mattino non c’è verso di tirarsi giù dal letto, quest’anno invece Linda si è quasi sempre svegliata si a fatica, ma con l’entusiasmo di andare a scuola. Durante il mese in cui è stata quasi sempre a casa per lo streptococco, aveva come unica preoccupazione quella di perdere le lezioni di storia.

Perché proprio storia? Perchè è tanto studiosa? No di certo! Per paura di rimanere indietro? Maddeche!

Quest’anno (terza elementare) hanno iniziato lo studio della storia partendo dal Big Bang fino ad arrivare al Neolitico e lo hanno fatto utilizzando una metodologia didattica particolare che ha confermato le mie teorie sulla motivazione ad apprendere: OGNI BAMBINO TROVA PIACERE NEL SAPERE, SOPRATTUTTO SE APPAGATO, STIMOLATO E MOTIVATO.

Fare una lezione tradizionale di certo è meno impegnativo, bambini seduti e insegnante che spiega (LEZIONE FRONTALE)…risultato? Cinque bambini che ascoltano e apprendono per intero, cinque per metà e cinque che pensano alla finale della chamipons, ma di sicuro tutti e quindici che pensano che studiare è noioso!

Fare una LEZIONE PARTECIPATA richiede tanto lavoro di preparazione e di conoscenza della classe, ma il risultato? Bambini entusiasti, appassionati, attenti, ricettivi, che fanno domande, che ne vogliono sapere ancora e che imparano con molta meno fatica.

Nel primo modo i bambini sono vasi da riempire di NOZIONI, nell’altro sono COSTRUTTORI ATTIVI DEL LORO SAPERE.

Mi dispiace, ma non c’è trippa per gatti, vince il secondo metodo a mani basse! Noi lo abbiamo sperimentato in casa e sappiamo che funziona bene: Linda conosce alla perfezione tutto il programma di storia anche se lo studio fatto a casa è stato ridotto all’essenziale, ha chiesto informazioni extra, ha voluto vedere documentari, ha chiesto di visitare un museo archeologico…insomma si è appassionata e vi assicuro che non è sempre così.

A questo punto credo che sia doveroso raccontare cosa hanno fatto i bambini durante l’anno scolastico e prenderò come esempio il progetto sul paleolitico che hanno fatto in primavera.

SUDDIVISIONE DEGLI ARGOMENTI

Le insegnanti hanno individuato 5 argomenti principali in cui suddividere lo studio del Paleolitico, ogni bambino ha scelto segretamente, scrivendolo su un foglietto, quale avrebbe voluto studiare e in base a queste preferenze sono stati formati i gruppi di studio.

RACCOLTA DEL MATERIALE E ORGANIZZAZIONE

In diverse giornate hanno raccolto il materiale utilizzando come fonte non solo il libro di testo, ma anche altri presi dalla biblioteca, fotocopie e siti internet precedentemente selezionati. Hanno sottolineato e studiato insieme, deciso la modalità con cui esporre alla classe e organizzato il lavoro di conseguenza.

Credo che questo sia uno dei momenti centrali di tutto ciò che vi sto raccontando perché:

  • hanno scoperto che lo studio non è solo sul libro di scuola;
  • hanno imparato a ricercare, sottolineare, riassumere e prendere appunti;
  • hanno lavorato in gruppo, cosicché ognuno è stato consapevole di doversi impegnare per la buona riuscita del lavoro finale;
  • hanno dovuto trovare strategie e soluzioni condivise e soprattutto;
  • hanno imparato a prendere in considerazione non solo il loro punto di vista, ma anche quello dei compagni.

PREPARAZIONE DELL’ESPOSIZIONE PER LA CLASSE

Lo scopo finale del lavoro di gruppo era realizzare una esposizione di quanto studiato a tutta la classe. Potevano scegliere liberamente come fare, ad esempio con il power point o con un cartellone, hanno preparato tutto e poi si sono incontrati una volta fuori della scuola per provare insieme l’esposizione.

MAESTRI PER UN GIORNO

Arrivato il giorno prestabilito sono stati essi stessi maestri dei loro compagni.

Mentre ogni gruppo parlava, gli altri prendevano appunti ed ascoltavano con rispetto e attenzione.

RISULTATO FINALE

Tutti, proprio tutti i bambini della classe, hanno appreso l’unità didattica del paleolitico, hanno superato brillantemente le verifiche, che tra l’altro erano uguali per tutte le sezioni, hanno insomma imparato a studiare con piacere!

Vista dall’esterno tutta questa mobilitazione poteva sembrare un gran casino (si, è il termine adeguato!): banchi spostati, bambini in giro, pc sui banchi, cartelloni, fogli e colori come se non ci fosse un domani, chiacchiericcio in classe ed eccitazione nell’aria. Alla fine dei conti però, anche i più scettici si sono ricreduti, perché accompagnare tuo figlio a scuola entusiasta vale più di mille aule silenziose!

Ovviamente non è finita qui, hanno fatto tante altre cose, tra le quali l’incontro con un’ Archeologa del MiBACT , la costruzione di un villaggio del neolitico in 3D, la riproduzione di suoni e musiche tribali ecc.

Ho voluto raccontare questa storia perché è giusto che quando qualcosa funziona bene venga narrata perché si diffonda, perda la diffidenza generale e acquisisca invece curiosità e interesse.

Non sarebbe bello se ogni bambino avesse l’opportunità di apprendere con tante modalità diverse perché si avvii ad un sapere davvero multitasking e perché possa scegliere quale metodo sia migliore per lui e per le sue caratteristiche?!

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