GUIDA ALLA SCELTA DELL'ASILO NIDO

Come orienatarsi e cosa valutare?

24 Maggio 2016 da nella categoria l'asilo nido Tags con 0 e 2

Si avvicina il momento di provvedere all’iscrizione dei nostri pargoletti all’ asilo nido e si avvicina , di conseguenza, anche il periodo di massima indecisione per le mamme.

Generalmente ci si schiera in alcune fazioni che stanno alle mamme come la Democrazia Cristiana stava al Partito Comunista.

Fazione n°1 -MEGLIO COI NONNI CHE AL NIDO CON DELLE SCONOSCIUTE-

All’asilo, ovviamente, nessuno tratterebbe il mio cucciolo come faccio io.
Nessuno gli cambierebbe il pannolino nello stesso istante secondo in cui fa la cacca.
Nessuno gli darebbe la mela grattugiata finemente come faccio io.
Nessuno lo coccolerebbe se si sentisse solo.
Il cibo non sarebbe mai buono come quello di casa.
Dovrebbe subire morsi e spinte dagli altri bambini e poi magari inizierebbe a farlo anche lui.
Dovrei svegliarlo la mattina presto.
Piangerebbe troppo.
Non saprei cosa fa tutto il giorno.
Oh mio Dio la chat dell’asilo non ce la posso fare!

Fazione n°2 – MEGLIO AL NIDO CHE CON I NONNI ELARGITORI DI VIZI A PROFUSIONE-

I nonni, si sa, con i figli erano rigidi che neanche la Gestapo, ma con i nipoti i cuori si sciolgono e tutto è concesso.
Starebbe sempre davanti la TV.
La cosa più entusiasmante che farebbe sarebbe fare la spesa, andare dal dottore e in farmacia.
Lo rimpinzerebbero di cibo come il tacchino per il Ringraziamento.
Non lo lascerebbero piangere neanche un secondo perché, ai nonni è risaputo, piangere compromette il sistema cardiocircolatorio dei nipotini ed è assolutamente rischioso e, peraltro vietato dalla convenzione dei nonni di Ginevra.
Ogni cosa chiesta sarebbe ottenuta per il motivo di cui al punto precedente.
Non socializzerebbe con gli altri bambini, in compenso saprebbe giocare a rubamazzo all’età di tre anni.
I nonni si stancherebbero troppo e correrebbero il rischio di riuscire ad addormentarsi la sera senza pasticca.

Fazione n°3 – ME LO TENGO A CASA CHE’ SPENDEREI PIU’ DI QUELLO CHE GUADAGNO –

Il calcolo dell’ ISEE è una frode autorizzata da parte dello Stato Italiano (questa sono io!).
Ma scherziamo, tutti quei soldi che poi gli danno la pasta contata e neanche il ripasso?
Piuttosto mi licenzio e prendo la disoccupazione, chè se lo faccio entro tre anni ci sono alcuni vantaggi.
Allora lo lascio con la baby sitter che spendo quasi lo stesso e almeno ne tiene uno solo.
Non se ne parla proprio, con i soldi spesi in un anno andiamo tutti a Sharm all inclusive (beh, magari adesso non proprio lì…).

Fazione n°4 – FACCIO TANTI SACRIFICI MA AL NIDO NON CI RINUNCIO –

Si, va bè, se mi licenzio adesso, quando poi è finita la disoccupazione che faccio?
Non ho nessuno che mi aiuta, sono obbligata a mandarlo al nido.
Ma che scherzi? Piuttosto mangio pane e acqua, il nido è un’esperienza che forgerà il suo carattere e lo renderà un adulto migliore.
Ho bisogno del mio spazio (leggi andare al bagno senza compagnia indesiderata) e, almeno la mattina, un po’ di nido non gli fa male…anche se certo…con quello che costa!

Io mi ritrovo in un po’ tutte le fazioni, perché ho avuto due esperienze diverse con le mie bambine che hanno attraversato un po’ tutte le linee di pensiero.

In base a questo, e soprattutto, agli anni passati come educatrice di nido, mi sento di spendere qualche parola proprio su questo argomento così universale.

COI NONNI O AL NIDO?

L’asilo nido è un’esperienza che aiuta la crescita del bambino, non è di certo un posto dove si parcheggiano i bambini perché la mamma lavora e i nonni non sono disponibili. Questo concetto purtroppo è radicato nella nostra cultura, non siamo abituati a pensare che IL NIDO E’ UNA BELLA ESPERIENZA EDUCATIVA. Le attività che vengono svolte, non sono fatte tanto per far passare il tempo, non sono lavoretti inutili, ma sono tutte mirate al sostegno della crescita dei bambini.

Le educatrici non sono persone disinteressate al bene dei vostri figli, non li lasciano piangere per ore senza preoccuparsene, non sono sprovvedute, sono persone formate, che sanno cosa fare e che agiscono nell’ottica del bene del gruppo. E’ chiaro che non c’è un solo bambino, quindi le attenzioni non potranno essere esclusive, ma è proprio questo lo scopo di un inserimento in un gruppo di pari! Piano piano si imparerà a capire che come funzionano le relazioni sociali, le regole di convivenza. il rispetto reciproco e degli spazi in comune. Tutte cose che, bisogna dirlo, non si possono apprendere a casa, a meno che non si viva nella famiglia Bradford!

Detto questo, credo che se il bambino possa frequentare un asilo nido sia bene provare questa esperienza. Non è necessario che frequenti dalle 8.00 alle 18.00, se non ce n’è bisogno. Si può fare anche mezza giornata e può stare il resto del tempo coi nonni che, così, saranno contenti e anche un po’ più riposati.

Messa così sembra semplicissimo, ma ovviamente non lo è! Il nido ha un costo molto elevato che incide non poco sull’andamento patrimoniale della famiglia e non sempre è possibile. Ve lo dico con estrema franchezza, dal momento che io in prima persona ho dovuto rinunciare durante il corso dell’anno scolastico di Gloria perché la spesa, per le poche ore che frequentava, era insostenibile. Potrei aprire una polemica infinita sul fatto che lo Stato non sostiene le famiglie e la maternità, sul calcolo assurdo dell’ISEE, ma ve la risparmio… non è decisamente questo il post adatto per affrontare certe tematiche.

QUALE ASILO NIDO PER IL MIO BAMBINO?

Proprio perché la spesa non è poca, bisogna valutare bene in quale nido intendiamo inserire nostro figlio, perché, udite udite, non sono tutti uguali e non si può scegliere solo in base alla posizione e ai vantaggi logistici.

La cosa migliore sarebbe selezionare quelli che ci interessano e chiedere un appuntamento per visitarli e parlare con le educatrici.
A questo punto è bene osservare alcune cose importanti che possono sfuggire ad un occhio inesperto.

GLI SPAZI

Non devono essere minuscoli, è bene che gli ambienti siano abbastanza grandi in modo che i rumori abbiano modo di disperdersi e, soprattutto, la voce non dovrebbe rimbombare.

Dovrebbero essere sempre presenti spazi per il gioco simbolico (il classico fare finta): la cucinetta, i travestimenti, le bambole con gli accessori ecc.

Se è presente una televisione chiedete subito che uso ne viene fatto. Se la usano a supporto della progettazione può andare, ma se vi dicono che in alcuni momenti della giornata propongono dei video non va molto bene. Vi assicuro che non c’è alcun bisogno di “tenere buoni” i bambini con la televisione, se non hanno alternative io dubiterei della professionalità del posto…

Il punto più importante, a mio avviso, è che l’ambiente deve essere a misura di bambino e non di adulto. I giochi e i libri non possono essere sistemati sulle mensole in alto senza che i bambini possano arrivarci autonomamente. Non si può pensare che i giochi debbano essere inaccessibili perché se no si rompono…i bambini sono lì anche per imparare il rispetto delle cose. Per quanto riguarda i libri io sono un po’ talebana, nell’era del “nati per leggere” non è possibile che non ci siano libri da sfogliare a piacere perché se non si dà la possibilità di farlo come possono imparare a non distruggerli? La perfezione sarebbe libri a disposizione, di quelli belli, di quelli che incantano i bambini, di quelli che leggono da soli ognuno in un modo diverso…Ve l’avevo detto che con i libri sono un po’ fissata però!

E’ importante che ci sia un bello spazio esterno: non importa che sia particolarmente attrezzato, l’importante è che sia sufficientemente grande, ombreggiato e sicuro, poi ci penseranno i bambini ad abitarlo!

Lo spazio del nido deve essere uno spazio vissuto, in cui le tracce lasciate dagli abitanti rimangono e sono visibili, in cui il percorso è evidente e in cui c’è una costante trasformazione conseguente alla vita vissuta. E’ giusto che un bambino abbia la possibilità di rivedere quanto ha fatto, ripensarci, mostrarlo alla mamma, ai compagni, ai nonni…ma qui sforiamo nel secondo punto…

LA DOCUMENTAZIONE  

Ve lo dico prima…se i libri sono una fissazione, la questione della documentazione è un argomento scottante, quindi…predicozzo in arrivo!

Un bambino da 4 mesi a tre anni, normalmente non è in grado di raccontare la sua giornata, le relazioni con gli amici, le attività ecc. E’ per questo motivo che è fondamentale che la sua vita al nido sia documentata e resa accessibile alla famiglia. Non ci sono scuse per cui una famiglia debba rimanere ignara di una parte così importante della vita del suo bambino.

Non può essere un aspetto a discrezione dell’educatrice, ma ci deve essere un modo che permetta sistematicamente alle famiglie di essere parte della vita del bambino anche in sua assenza. L’unico modo perché questo possa accadere è garantire la documentazione. Un asilo nido che elabora il diario giornaliero o tutt’al più settimanale acquista numerosissimi punti a suo vantaggio, se poi vengono documentati anche i progetti e le attività…ancora di più!

Qualche secolo fa, alla mia richiesta di informazioni sulla vita scolastica di una delle mie figlie, mi era stato risposto che se volevo sapere era perché non mi fidavo del lavoro svolto. Ora, potete immaginare quanto tutto ciò fosse lontano dalle mie intenzioni? E potete immaginare il mio sgomento? Praticamente io ero su Marte e la controparte su Saturno…parlavamo due lingue differenti e incontrarsi non è mai stato possibile. Io, comunque, non ho cambiato idea, continuo a ritenere che ci sia un circolo virtuoso da innescare: documentare per informare, documentare per appassionare, documentare per testimoniare e, infine, documentare perché i bambini possano rivedere sé stessi (le famose tracce di cui parlavo prima).

Si spara sempre a zero sul disinteresse delle famiglie e sulla poca collaborazione, ma io sono sicura che se il lavoro fatto ad ogni livello scolastico fosse reso accessibile alle famiglie, queste sarebbero naturalmente più portate a partecipare.

Vi faccio un esempio terra terra: al nido stanno facendo un progetto sulle foglie, così tanto per dire. Se io lo sapessi, magari il pomeriggio al parco mi soffermerei con mio figlio a guardare le foglie, ne raccoglieremmo qualcuna e la porteremmo a casa e l’indomani all’asilo. Avremmo così rafforzato il lavoro iniziato dalle educatrici, avremmo reso felice un bambino e gli avremmo lasciato passare il messaggio che quello che fa, anche se piccolo, è molto importante.

Per finire, l’unico modo per contrastare l’idea che l’asilo sia un parcheggio è testimoniare il lavoro che viene fatto.

LA MENSA

Di solito all’asilo si mangia nell’aula, a me questa cosa non piace tantissimo, ma è praticamente impossibile trovare diversamente perché servirebbero spazi molto grandi che raramente sono disponibili.

Il cibo può essere fornito da una mensa interna o da un catering esterno. L’importante è che il menù sia adatto ai bambini e che si seguano le direttive fornite dalle locali ASUR . In alcuni nidi per qualche occasione i genitori sono invitati a pranzo, cogliete questa occasione per tastare di persona la qualità di quello che viene servito!

Fate attenzione agli spuntini che vengono serviti: la cosa migliore sarebbe che fosse offerta sempre frutta e verdura, a volte può essere alternata, ma se non c’è mai non va benissimo. Non è pensabile offrire sempre carboidrati a metà mattina.

IL PERSONALE

Oggi i titoli di studio del personale spesso sono appesi e visibili negli spazi informativi, ma se ciò non fosse, possiamo usare qualche giro di parole per chiedere che tipo di formazione seguano le educatrici.

La formazione è un altro argomento davvero importante: in teoria tutti dovrebbero seguire dei corsi di aggiornamento almeno una volta l’anno. Non vi lasciate ingannare dai paroloni tipo Montessoriano, Steineriano e chi più ne ha più ne metta: le parole devono sempre essere concretizzate in fatti e si devono riflettere praticamente nel nido…Ok, sei Montessoriano ma…Cosa intendi? Che formazione Montessoriana hai seguito? Come viene applicata qui? Perché?

Non vi preoccupate di fare la figura di quello malfidato, perché in realtà le domande, la consapevolezza e l’interesse sono molto apprezzati.

GLI STRUMENTI DI PARTECIPAZIONE

Ultimo elemento che mi piace sottolineare e che non viene mai preso in considerazione sono gli strumenti di partecipazione che l’asilo garantisce alle famiglie.
Dovrebbe esserci un organo di rappresentanza dei genitori che permette la collaborazione e le eventuale esposizione di criticità e problemi.
Ovviamente il punto è che questo non dovrebbe essere presente solo formalmente, ma dovrebbe funzionare realmente come mezzo di dialogo e crescita tra famiglie e nido.

Tutto chiaro????

Sono stata molto prolissa perché sono convinta che la scelta dell’asilo nido vada fatta con cura e consapevolezza. E’ un momento della vita dei nostri bambini importantissimo ed è nostra responsabilità inserirli in un ambiente che ci piace, di cui ci fidiamo e che ci fa stare tranquille.

INFORMAZIONI PRATICHE PER GLI ABITANTI NEL COMUNE DI FABRIANO (AN)

A Fabriano sono presenti due Nidi Comunali, 4 centri per l’infanzia privati e due nidi domiciliari.

Gli asili comunali sono:

GIRO-GIROTONDO” in via F. Petrarca

ARCOBALENO” in via Don Petruio

L’iscrizione per il prossimo anno educativo scade il 10 giugno. Maggiori informazioni sul sito del Comune qui.

I Centri per l’Infanzia privati sono:

FANTAGHIRO” in via Carlo Urbani 10, telefono 0732 625832.

LA CASA SULL’ALBERO” in via martiri della libertà 46/U, telefono 331 1215096.

POLLICINO” in via L.Corsi 54, telefono 0732 3857.

IL BORGO DEI SOGNI in via Ciampicali 3/b, telefono 335 349431.

I nidi domiciliari sono:

IL CUCU’ DI MEZZODI’ in via Serraloggia, telefono 3337554419.

“IL NIDO DELLE BIRBE” in via IV Novembre, telefono 3396449817.

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