Uno schiaffo non ha mai fatto male a nessuno?

17 ottobre 2018 da nella categoria affermazione di sé e regole, capricci Tags con 0 e 0

Quante volte mi sono sentita dire “Ma una sculacciata ogni tanto non fa male a nessuno?”, “Io ci sono cresciuta e mica sono rimasta traumatizzata!”, oppure “Quando ci vuole ci vuole, un bambino deve capire quando ha superato il limite”.

Scrivo questo articolo per cercare di dare una risposta, quanto più possibile chiara, a queste domande sempre più frequenti. Credo che viviamo in un epoca in cui una delle nostre preoccupazioni maggiori sia quella di perdere il “controllo” sui nostri figli e vorremmo tutti avere la bacchetta magica per risolvere ogni problema senza fatica. Purtroppo questa non esiste e crescere un bambino è in assoluto una delle attività più faticose che viene richieste agli essere umani, perché non ci sono pause di riflessione, non ci sono ferie o vacanze: dal momento in cui nasce un bambino nasce anche un genitore e sarà un genitore H24, tutto il giorno , per ogni minuto.

Non esistono scorciatoie, la via migliore è sempre quella più lunga e faticosa, spesso faccio un paragone tra i genitori e i pasticceri: crescere un bambino è come fare una meringa, non esistono trucchetti magici, non ci sono altre possibilità che montare benissimo e alla giusta temperatura quei cavolo di albumi, cuocerli lentamente con pazienza e aspettare e aspettare e aspettare…

Ecco, utilizzare una bella sculacciata è esattamente come voler utilizzare una scorciatoia, come tentare di arrivare in cima ad una vetta prendendo un sentiero più corto che poi, quando siamo arrivati in cima, siamo più stanchi perché alla fine il percorso era tutto in salita. Oppure, tornando al paragone col pasticcere, è come se volesse fare una meringa cuocendola temperatura alta per fare prima, sarà inevitabilmente cotta fuori ma cruda dentro.

Sono perfettamente consapevole che a volte i bambini, come si suol dire, te le levano dalle mani: quando sei sfinito e non sai più cosa fare, ti sembra che esista solo un’alternativa, una bella e sonora sculacciata, mica a fargli male, ma solo dimostrativa, che poi è più il rumore che il dolore, che poi tanto c’è il pannolino e neanche la sente.

Purtroppo la sculacciata è il segnale della nostra sconfitta, quello che sta a dire che non ho più armi da utilizzare  e mi arrendo perché non so cosa altro fare o come farti capire che così non va bene.

Qual’è il problema di fondo? Che il bambino non ha capito niente se non che deve essere successo qualcosa per cui i genitori si sono tanto arrabbiati e che, allora, quando qualcuno si arrabbia tanto o subisce un torto la comunicazione va interrotta così, impara che i conflitti si risolvono troncandoli e che il più forte avrà la meglio.

Mai più vero fu il detto che “IL BAMBINO NON FA QUELLO CHE TU DICI MA FA QUELLO CHE TU FAI”. Ricordiamocelo sempre, stampiamocelo sul frigorifero di casa, perché possiamo fare tanti bei discorsi, ma i nostri figli baderanno sempre e soltanto ai fatti.

Facciamo un esempio per rendere più chiaro quello che ho appena scritto: figlio X non vuole salire in auto e mettersi sul seggiolino, la mamma Y prova a parlarci un po’ ma X continua ad urlare che il suo seggiolino è invaso dalle tarantole e che non ci si siederà mai. La mamma Y prova a mettercelo di forza  ma X si ribella con tutte le forze che nessuno sapeva avesse. A quel punto, esattamente nel momento in cui la Signora Y guarda l’orologio e scopre che sta facendo tardi, le sue vene si otturano: non può urlare perché sarebbe impossibile sovrastare le urla di X, oramai trasformato in un diavolo della Tasmania, e non le rimane altro che una bella e sonora sculacciata alla quale il bambino reagisce scoppiando in lacrime e perdendo immediatamente i suoi super poteri. A questo punto Y ha vinto e riesce a infilare X sul quel maledetto seggiolino.

Credete che la prossima volta che X sarà preda di una di quelle strane paturnie che prendono solo ai bambini e che gli diranno che in macchina non si sale costo la vita, non le ascolterà e si siederà immediatamente per paura della sculacciata? Ma neanche per sogno e forse questa volta ne serviranno pure due per convincerlo!

Qui si spiega meglio cosa intendevo col discorso della fatica: la sculacciata ha risolto la situazione, almeno temporaneamente, in 5 minuti, il genitore Z che ha aspettato a braccia conserte fuori della macchina spiegando al bambino tutte le motivazioni per cui quando è ora di andare non si possono fare capricci ecc. , che ha tentato di abbracciarlo per farlo calmare, che se ne è fregato della gente che passava e guardava, che ha aspettato il momento di discesa delle furia per distrarlo, che più tardi ha ripreso il discorso e spiegato di nuovo a mente fredda cosa era successo, forse ha impiegato anche mezz’ora e sudato sette camicia, ma ha fatto la cosa migliore che si potesse. Ha insegnato a suo figlio che non è un bambino cattivo che si merita le sculacciate per le sue malefatte. Gli ha insegnato che tutti sbagliamo, che l’importante è riconoscerlo e trovare una soluzione che non leda la dignità di nessuna delle parti in causa.

E’ ovvio che in entrambi casi il bambino, come dicevamo prima, potrebbe ripetere lo stesso episodio perché sappiamo benissimo che è così, ma io vi assicuro che il genitore Z avrà consumato tante energie le prime volte ma poi si godrà i frutti del suo lavoro quando di fronte ad una lite tra bambini suo figlio tenterà di risolvere civilmente invece che con uno spintone oppure quando sarà disposto a parlare di un problema che lo affligge, perché sa che con Z ci si può parlare.

L’ho fatta un po’ lunga per spiegare quello che pensavo e concludo dicendo che sì, è vero, una sculacciata non ha mai fatto male a nessuno, ma non ha neanche insegnato niente di buono!

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